GiocAosta 2023

GiocAosta 2023

Mi sono preso qualche giorno prima di scrivere il mio consueto articolo sul GiocAosta, perché avevo bisogno di riprendermi del tutto. La vecchiaia, sai com’è… La quindicesima edizione si chiude con numeri da capogiro:

“Quattro giorni, 50 ore di apertura, oltre 7.700 prestiti della ludoteca, più di 4.000 iscritti alle attività e centinaia di appuntamenti in decine di luoghi in tutta la città: sono oltre 35.000 le presenze attive registrate nella XV edizione di giocAosta, che si è chiusa questa sera in piazza Chanoux ad Aosta.” 

Tutti i volontari della quindicesima edizione del GiocAosta

Preso pari pari dal comunicato stampa, così come questa foto dove si vedono tutti i volontari che ogni anno danno vita a questo miracolo! 

Ironicometro valore basso
per informazioni clicca qui

Non perché abbia poca voglia di scrivere, ma perché ritengo importanti queste parole, riporto un altro passaggio interessante del comunicato stampa:

“Quello di cui siamo orgogliosi – spiega a nome dei volontari il coordinatore dell’evento, Davide Jaccod – è che nonostante i numeri ancora in crescita giocAosta riesca a conservare il proprio spirito: quello di un luogo di festa e di incontro, che usa il gioco per creare relazioni. Sempre più ci accorgiamo che intorno a giocAosta si sta creando una comunità, che si incontra anno dopo anno e che accompagna l’evoluzione del nostro progetto. Mai come quest’anno abbiamo ricevuto richieste di conferma per le date dell’evento nel 2024: tutto grazie a un passaparola che ha una portata sempre più ampia a livello italiano”.

Selfie con Luigi di Joco Game Studio

Lo spirito del GiocAosta

Ok, tocca a me ora scrivere veramente qualcosa: GiocAosta anche quest’anno non si smentisce, portando in piazza l’evento ludico gratuito più bello di tutta Italia. Ok, lo so che non ho partecipato a tutti gli altri eventi, ma qui non c’è davvero gara! L’organizzazione è perfetta, ogni anno aumentano eventi e spuntano novità, andando a migliorare quello che già pare perfetto, e… incredibilmente tutto funziona a meraviglia! 

Luca, Francesco e Silvia al GiocAosta

Da lato blogger, ho molto apprezzato l’apertura di un angolo dedicato ai creator in piazza San Francesco. Certo, non è come essere sotto i portici, dove è più ventilato e sei davanti al padiglione, ma non ci è andata male. Anzi, abbiamo avuto un punto di ritrovo dove vedere tanti volti familiari e darci appuntamento con i nostri amici. Ecco, se proprio devo criticare qualcosa, forse a livello organizzativo – e lo dico anche a mio discapito – l’anno prossimo limiterei i tavoli o, perlomeno, non li assegnerei per tutti i giorni. È capitato di vedere tavoli riservati vuoti in mezzo alla ressa di gente che cercava un posto per giocare. Per ovviare a questo, ho ceduto il mio tavolo quando non stavo giocando e quello di colleghi che sapevo non essere presenti.

Bella foto con Francesco Ludoecrudo

Ringraziamenti 

Non ringrazierò nome per nome, non perché sono snob, ma perché rischio davvero di dimenticare i tanti amici che ho incontrato in questi quattro giorni. Non vorrei che per una dimenticanza, qualcuno si sentisse escluso da questo mio abbraccio virtuale.

Overbooking al GiocAosta

Tuttavia, non posso non nominare Davide Jaccod, coordinatore di tutti i volontari, disponibile e gentile nonostante la mole incredibile di cose da fare, e Mikhael Zhell, supervisore di quel branco di pazzi scatenati che sono i creator ludici, instancabile e generoso. Entrambi sono due vere e proprie forze della natura, alla pari di tutte le maglie gialle.

Mi sono imbucato a bere con i volontari del GiocAosta
Qui è quando ho scroccato un aperitivo ai ragazzi

Giochi provati

Il mio GiocAosta è durato quattro giorni, accompagnato da quella santa donna di mia moglie che, rassegnata, mi ha lasciato allo stato brado libero di sfogarmi, e da mio figlio, quest’anno intento a giocare a scacchi (nuova passione) e a farsi figo tra i piccoli nerd con il cubo di Rubik.

Fiesta de Los Muertos party game molto divertente provato al GiocAosta
Divertentissimo Fiesta de Los Muertos

Ho così avuto modo di provare diversi giochi:

  • 3 Ring Circus 
  • Just One
  • Wavelenght
  • Not That Movie 
  • Cross Clues
  • Oh my goods
  • Eldorado
  • Hats
  • Rats of Wistar 
  • Empire’s end
  • Il Regno di Valiria
  • Overbooking
  • Krass Kacke
  • Splash
  • Codex Naturalis
  • Turing Machine
  • Azul
  • Sagrada
  • Il Maniaco Con La Mannaia è Entrato in Casa
  • Fun Facts
  • Cascadia
  • Fiesta de Los Muertos
  • My Shelfie
  • Polywords

Ovviamente, faccio un breve accenno solo a qualche gioco, ma eventualmente potete scrivermi nei commenti se volete saperne di più su di un titolo non approfondito qui…

Volpe giocosa al GiocAosta

3 Ring Circus 

Il Primo gioco giocato a GiocAosta è della Devir: 3 Ring Circus di Remo Conzadori e Fabio Lopiano. Quest’ultimo, infatti, si aggirava per Aosta con la sua copia del gioco, freschissima da Gencon, dove era stata appena presentata. Io, in realtà, questo gioco lo avevo già provato due anni fa, come prototipo, ma vi assicuro che era identico a oggi e già allora avevo pensato: che figata! Buona variabilità al setup e ritmo sostenuto senza downtime caratterizzano questo gioco di media complessità, in cui bisogna viaggiare su una mappa per dare spettacoli e collezionare carte nella propria plancia, al fine di ottenere punti in base alle esibizioni.

Fabio Lopiano al GiocAosta con una copia di 3 Ring Circus

La carovana di un circo importante (non ricordo il nome) segue i giocatori, facendo tappa nelle grandi città, innescando il conteggio dei punti per chi vi si è esibito e dettando i tempi per il fine partita. Esibirsi nelle grandi città darà tanti punti, ma richiederà specifici artisti, anche costosi, posizionati in una maniera specifica nella propria plancia, come richiesto dal grande pubblico. Non voglio dilungarmi troppo, anche perché con altri giochi di questo articolo non lo farò. Ma, qui, parliamo a mio avviso del miglior gioco che ho provato al GiocAosta.

Hats

Mea culpa: a Hats non ci avevo ancora giocato, ma ho recuperato alla grande al GiocAosta, scoprendolo grazie ad Alberto e Flavia, che ringrazio infinitamente. Con loro ho fatto un paio di partite e, in seguito, ho proposto il gioco io stesso a Gianni e a due sue amiche, di cui non ricordo il nome. Gioco davvero elegante: non che mi aspettassi di meno dalla ThunderGriph Games. Gioco di carte colorate di Gabriele Bubola in cui bisogna cercare di creare set di carte dal valore maggiore. All’inizio della partita, vengono rivelate sei carte che, posizionate su di una plancetta, hanno un valore da uno a sei punti.

Scatola di Hats

In pratica, in base al colore delle carte e al loro posizionamento, corrisponderà un valore in termini di punti per tutte le carte dello stesso colore. I giocatori avranno una mano di carte e dovranno giocarne una, sostituendola a una delle sei presenti. Per poter fare questa azione, bisognerà sostituire una carta con una di valore maggiore (ad esempio, un quattro blu su un tre giallo) oppure con una carta qualsiasi, ma dello stesso colore.

Bella scoperta questo Hats provato al GiocAosta

Quella appena presa andrà posta davanti a sé, creando, man mano, dei set di carte che a fine partita varranno tanti punti quanto il valore delle carte presenti sulla plancia comune.

Oddio, ho riletto cosa ho scritto e non so se si è capito, ma, in linea di massima, il gioco è proprio così. Lascia spiazzati alla prima partita, ma già dalla seconda diventa più controllabile e si apprezza sempre di più.

Rats of Wistar in anteprima al GiocAosta

Rats of Wistar

Prossimamente, (Essen) da Cranio Creations, uscirà questo piazzamento lavoratori di Simone Luciani e Danilo Sabia con un tema che inganna. Dovremo guidare i nostri topini fra missioni e avventure in una vecchia casa di campagna per dimostrare di essere il topino più degno a guidare la colonia. Detta così, sembra molto puccioso e ti aspetti un giochino light. Ma dico, li hai visti gli autori? Rats of Wistar è un gioco solido e tosto, come piace a me (e penso a tanti di voi che mi leggete).

Rats of Wistar in anteprima

Una gestione risorse e azioni è data da una rondella che gira, e che obbliga a pianificare con cura le azioni. Non è così immediato entrare in sintonia con le azioni secondarie, ma, quando capisci, vai che una meraviglia. Il sistema di gioco premia l’esplorazione: tutto per portare al miglioramento della propria colonia, cosa necessaria per fare punti a fine partita. Ho bisogno di giocare ancora qualche partita per trovarne punti di forza e non, ma, per ora, il giudizio è positivo.

Not That Movie al GiocAosta

Not That Movie 

In serata, abbiamo dato vita a una serie di party game, uno più divertente dell’altro, fra cui Not That Movie di Silvano Sorrentino, edito da DV Giochi, ormai un punto forte anche in associazione. È un gioco collaborativo in cui ogni giocatore deve selezionare segretamente un numero da 1 a 8, corrispondente al titolo rivisitato di un film, e che, a suo avviso, ben si addice alle due recensioni casuali scoperte a inizio round. Meno errori si faranno in fase di risoluzione, maggiori punti raccoglierà la squadra. Già dalla creazione dei titoli partono le risate.

Empire’s End

Grazie a Lucky Duck, ho potuto giocare in anteprima a Empire’s End insieme ad altra gentaglia come Francesco, Ario e Gianluca. Ogni giocatore avrà una città composta da 11 carte e dovrà percorrere, insieme agli altri giocatori, il più indenne possibile, lungo un tracciato che ricorda vagamente quello di In the Year of the dragon.

Empire's End in prova al GiocAosta

Il problema è che, a differenza del titolo di Feld, questo gioco ha praticamente solo eventi distruttivi, e i giocatori dovranno partecipare a delle aste per evitare di prendere carte disastro. Cioè, un’asta al contrario per non prendere una carta disastro, che significherà far prendere fuoco alla propria città e, quindi, perdere abilità e risorse.

Empire's End in anteprime al GiocAosta

La cosa figa è che ci sono parecchie abilità e condizioni per fare punti, anche con gli incendi. Diciamo anche, che quasi quasi la mia strategia di fare Nerone e dar fuoco a tutta la mia città poteva funzionare. Quasi quasi. In realtà, ho perso male. Anzi, mai preso così tanti schiaffi a un gioco. Mi sono divertito tantissimo. 

Scatola di Turing Machine

Turing Machine

Finalmente sono riuscito a provare Turing Machine, in Italia grazie ad Asmodee, era sempre fuori dalla ludoteca, ad altri tavoli. Per fortuna, grazie ancora ad Alberto, Flavia e la piccola Anna, sono riuscito a giocare. Io sono amante dei giochi deduttivi: avevo scritto qualcosa nel mio articolo dedicato a Essen Milano, quando avevo scoperto Tiwanaku. Anche con Turing Machine è stato amore a prima vista e sicuramente una copia sarà mia. Però, attenzione: non credo che sia un gioco adatto a tutti.

Turing Machine al GiocAosta

Se siete amanti della settimana enigmistica, sudoku e altri giochi da rivista, avete serie possibilità che il gioco possa piacervi, altrimenti, vi consiglio di provarlo prima dell’acquisto. Che poi, sarebbe cosa buona farlo per qualsiasi gioco, ma tant’è. In Turing Machine, bisognerà scoprire un numero di tre cifre, provando a comporre una cifra e interrogando la macchina. Questa, con un sistema di sovrapposizione di schede perforate, darà un esito positivo o negativo a ogni quesito posto. Prendendo appunti e andando per esclusione, bisognerà giungere alla soluzione. Un gioco semplice e intuitivo, indubbiamente un solitario di gruppo, ma davvero piacevole se appassionati di numeri.

Alberto Bottarini con i gioconi
Qui solo gioconi!

Alla prossima GiocAosta 

Così, anche la quindicesima edizione è finita. Mi chiedo come sarà la prossima e già fremo all’idea. Prima di tornare a casa, mi hanno chiesto come fosse andata la mia GiocAosta e ho risposto: “magnificamente, qui mi sento a casa”, l’ho detto spontaneamente e credo sia la cosa più bella che potessi rispondere, perché solo a casa ti senti veramente a tuo agio e al sicuro, circondato da persone che ti vogliono bene. Ecco, per me, GiocAosta è questo.

Michela che gioca a My Shelfie

Mi pare di sentirvi già dire la stessa cosa: “il problema di GiocAosta è che è ad agosto, altrimenti ci verrei”. Non deve essere per forza così! Io organizzo le mie ferie in virtù del GiocAosta, così che questo evento diventi esso stesso un momento di vacanza.

Carta del prototipo di Andrea Dado
Ma quanto ci siamo divertiti con il prototipo di Dado?!

Poi, chiaro, non tutti sono a solo un paio d’ore di macchina come il sottoscritto, o possono permettersi di prendere quattro giorni di ferie a ridosso di ferragosto, ma ugualmente vi invito a considerare di venirci il prossimo anno. Non esiste un evento paragonabile nel panorama ludico italiano. Quasi quasi, nemmeno il Picnic Ludico

Trovate molte più foto a questo Link Instragram!

Terxo: Il Gioco che mi ha fatto letteralmente impazzire

Terxo: Il Gioco che mi ha fatto letteralmente impazzire

In ritardo di solo una manciata di mesi, vi parlo di Terxo, un gioco astratto recuperato a Play, che mi ha fatto letteralmente impazzire.

Componenti di Terxo

Cos’è Terxo?

Terxo è un gioco astratto a informazione completa di Simone Paganoni per 2-4 giocatori, pubblicato da Fabbrica dei Segni Editore, composto da 27 dadi in tre diversi colori, in cui si dovrà cercare di ottenere più tris degli avversari. Una volta posizionati tutti i pezzi e realizzato un cubo 3x3x3 (da questo momento in poi cubone), il gioco avrà fine.

Scomodando uno dei giochi astratti più belli di sempre: Quarto, anche in Terxo si riceverà il pezzo (dado) scelto dall’avversario, avendo solo l’obbligo di posizionarlo a contatto con un altro dado già presente, di fianco o sopra, entro uno spazio di una base quadrata 3×3. Ogni volta posizionato un pezzo, si dovrà verificare l’eventuale realizzazione di uno o più tris.

Partita in corso

Ma come realizzare i tris?

In Terxo, ogni dado presenta tre caratteristiche:

  • Il colore del dado
  • Il simbolo rappresentato
  • Il colore del simbolo

I dadi sono in tre colori: verde, arancio e viola. I simboli possono essere la X, il cerchio o il puntino. Per finire, ogni simbolo può essere giallo, rosso o azzurro.

Ogni combinazione di tre elementi uguali allineati, porterà a un tris. Ma, a differenza di Tic Tac Toe, il gioco del tris, oltre ad avere a che fare con tre diverse tipologie di elementi, dovremo fare i conti con la realizzazione del cubone, permettendoci di sviluppare i tris anche in maniera tridimensionale, quindi in verticale, orizzontale e diagonale.

esempio di tris
Vedete in primo piano un esempio di Tris: Puntino, Croce e Cerchio Gialli in diagonale. Se guardate bene, precedentemente ne era stato fatto un altro…

Varianti

Terxo è principalmente un gioco pensato per 2 giocatori, che offre il giusto compromesso tra difficoltà e impegno, ma che può essere giocato in squadra, in 4 giocatori, o anche in 3, con una piccola variante: ogni giocatore partirà con 9 dadi dello stesso colore, passando solo quelli al giocatore successivo.

Fra le altre varianti proposte dall’autore, c’è quella Random in cui i pezzi da posizionare si possono scegliere casualmente, la variante Faster in cui la partita termina in un certo numero di Tris, oppure la variante Easy, limitando i tris a una sola caratteristica, molto indicata per giovani giocatori alle prime esperienze.

Costruzione del Cubone di Terxo

Terxo: il gioco difficile più facile al mondo

Quello che colpisce di Terxo è l’eleganza in termini di game design: è di una semplicità disarmante, ma allo stesso tempo nasconde una grande profondità.

Devo fare una confessione: ho un cattivo rapporto con questo gioco. Nella mia superbia, ho la convinzione di essere un giocatore intelligente, mentre invece Terxo mette a nudo tutte le mie lacune. Perché può sembrare semplice fare un tris, ma vi assicuro che ragionare in maniera tridimensionale su più elementi, anche solo tre come in questo gioco, non è una cosa semplice. Quindi sì, quando dico che Terxo mi ha fatto impazzire, intendo perché non riesco a vincere una partita con nessuno!

L’unico aspetto negativo che ho riscontrato dopo diverse partite è la complessità di valutare i tris che includono dadi nascosti alla vista, se non stai attento, rischi di non accorgertene. Questo obbliga i giocatori a spostare e riposizionare tutto mentre si gioca.

Ironicometro valore basso
per informazioni clicca qui

Terxo è un prodotto artigianale, con elementi dipinti a mano, che ha portato il suo autore fin dalla sua creazione a proporre il proprio gioco alle fiere del settore. Ma che ora, grazie alla pubblicazione con la Fabbrica dei Segni Editore, può facilmente essere reperito sui maggiori e-commerce.

L'autore di Terxo

Ringrazio l’autore per la copia di valutazione e per la pazienza.

In quanto a voi, vi invito a giocare con me. Ho sempre dietro la mia copia: non fosse mai che finalmente trovo qualcuno più scarso del sottoscritto, così magari ne vinco una!